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| di MASCELLONI Franco - Montenero d' Orcia - GROSSETO - ITALIA | |||||||||||
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| Introduzione |
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Nel corso degli anni la pratica della potatura dell'olivo ha subito una evoluzione progressiva in correlazione con le condizioni economiche e le nuove tecniche di intensificazione colturale. Ai fini di un corretto inquadramento del "problema potatura" é importante considerare come, data la crescente difficoltà a reperire manodopera specializzata in questo settore, sia necessario semplificare il più possibile le operazioni di taglio al fine di rendere la potatura dell'olivo accessibile anche alle nuove forze lavoro presenti in agricoltura. In generale bisogna comunque sottolineare che una potatura accentuata e sistematica non ha effetti positivi sulla pianta, anzi ritarda l'entrata in produzione dei giovani olivi e può apportare degli squilibri vegetativi e produttivi agli olivi adulti. E inoltre opportuno, dovendo affrontare questo argomento, segnalare che di frequente si tende a ingigantire il ruolo della potatura in relazione ai risultati produttivi dell'oliveto, mentre, la produzione, é bensì il frutto di tutto l'insieme delle operazioni colturali, delle quali la potatura é soltanto un fattore. |
| Biologia dell'olivo |
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L'olivo ha un portamento generalmente basitono, se lo si lascia sviluppare naturalmente diviene un grosso cespuglio, col tempo la vegetazione e la fruttificazione si spostano sempre più verso l'esterno della chioma, all'interno si ha una progressiva defogliazione e perdità di vitalità. L'attività vegetativa é più spiccata nella fase giovanile della pianta, con l'età adulta si instaura un rapporto bilanciato tra produzione ed attività vegetativa dovuto all'equilibrio raggiunto nel rapporto tra attività fotosintetica ed attività radicale. In vecchiaia tale rapporto si inverte manifestando un'elevata fruttificazione che comporta però un rapido esaurimento delle sostanze di riserva presenti nell'albero ed il conseguente instaurarsi di un marcato fenomeno di alternanza produttiva. L'olivo fruttifica normalmente sui rametti dell'anno e più raramente su quelli di due anni, questa cognizione é alla base di una corretta potatura di produzione. Annualmente la pianta produce polloni, succhioni e rami di prolungamento eretti, obliqui e penduli, su queste nuove cacciate si devono fare delle scelte durante la potatura per predisporre la sostituzione delle branche e dei rametti esauriti. |
| Concetti generali | |||||||
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Che cos'é dunque la potatura ? La potatura é un'operazione destinata ad accrescere la produzione dei frutti e ad aumentarne il calibro, a limitare l'alternanza e a frenare l'invecchiamento dell'albero eliminando il legno superfluo. Con la potatura si può inoltre adattare la pianta alla capacità produttiva dell'ambiente e predisporre la pianta al metodo di raccolta che si intende eseguire. L'intensità della potatura é determinata da vari fattori quali lo sviluppo degli olivi in relazione al sesto di impianto, la produzione dell'anno precedente, la disponibilità idrica del terreno in cui si opera; a questo proposito si può affermare che in linea di massima sulle piante coltivate in climi aridi, l'intensità della potatura non ha un'incidenza importante ed immediata sulla produzione, ma una riduzione drastica del volume della chioma dell'olivo può far sentire il proprio effetto negativo nel momento in cui la coltura avrà buone disponibilità idriche.
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| Abbiamo quindi individuato 4 punti basilari, che possono aiutare il potatore o l'apprendista potatore nello svolgimento del suo lavoro in un'ottica di efficacia e rapidità. |
| La luce |
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L'olivo é un'albero mediterraneo che ha necessità di molta illuminazione. Tutte la chioma deve beneficiare al massimo del soleggiamento per una migliore fruttificazione e per una maggiore omogeneità di produzione. Si deve tuttavia evitare di spogliare eccessivamente il centro della chioma per evitare ustioni alle branche principali. E' dunque necessario mantenere: - le foglie al sole per migliorare la fotosintesi, per avere frutti più voluminosi e più ricchi in olio. - il legno all'ombra per evitare le bruciature del sole che hanno degli effetti comparabili a quelli del gelo con necrosi dei tessuti. La potatura di mantenimento tenderà ad equilibrare le funzioni di fruttificazione e la funzione vegetativa per il rinnovo del legno esausto. Si aiuteranno queste due funzioni lasciando penetrare il sole in maniera uniforme all'interno della chioma. |
| L'aria |
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Possiamo considerare la potatura come la prima operazione fitosanitaria dell'olivo, in quanto: - la diminuzione del volume delle foglie favorisce la penetrazione ed il passaggio dell'aria nella chioma; - impedisce la creazione di microclimi idonei all'instaurarsi ed alla proliferazione di agenti fungini (es. fumaggine) e di insetti dannosi; - riducendo la superficie fogliare viene limitata la quantità di prodotti fitosanitari impiegati per gli eventuali trattamenti; - aumenta l'efficacia dei trattamenti stessi poichè il prodotto penetra meglio all'interno della chioma e bagna uniformemente tutta la superficie; - permette all'olivo di beneficiare dell'azione fitosanitaria dei venti. |
| Il rapporto foglie/legno |
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Questo rapporto dovrà essere il più elevato possibile e si traduce in un approccio visuale alla pianta molto facile da interpretarsi. In generale si può affermare che gli alberi in senescenza o non coltivati hanno un rapporto foglie/legno sbilanciato a favore di quest'ultimo, al contrario piante giovani e ben curate avranno un rapporto tra foglie e legno assai elevato. Questo rapporto é intimamente legato alla quarta parola chiave, il rapporto foglie/radici. |
| Il rapporto foglie/radici |
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Il rapporto C/N é la relazione esistente tra la nutrizione carbonica (C) che avviene tramite le foglie (fotosintesi) e la nutrizione minerale, rappresentata dal suo elemento principale, l'azoto (N), che avviene tramite l'apparato radicale. Più dei 9/10 dell'alimentazione della pianta proviene dall'atmosfera (C), da cui si deduce la necessità di ottimizzare la fotosintesi (importanza della luce, dell'aria e del rapporto foglie/legno). La fotosintesi produce l'energia chimica necessaria per tutti i processi biosintetici e si traduce di fatto in un flusso di linfa elaborata ricca di zuccheri, aminoacidi ed altri componenti del metabolismo, che ha un movimento discendente verso le radici. La nutrizione minerale produce la linfa grezza che al contrario ha un movimento ascendente verso le foglie. Come valutare questo rapporto ? Su di un albero giovane, l'apparato radicale é in piena attività, molto azoto viene assorbito ed utilizzato per la formazione della pianta. In questa fase il rapporto C/N é nettamente a favore dell'azoto (N) e l'olivo tende a produrre legno a discapito della fruttificazione. Su di un albero adulto il rapporto C/N si equilibra e le due tendenze, fruttificativa (C) e vegetativa (N) si completano armoniosamente sotto l'azione regolatrice della potatura e della concimazione minerale. Su di un olivo oramai in fase di senescenza si possono presentare due diversi casi: a) La parte aerea della pianta (C) resta attiva mentre la parte radicale divengono progressivamente meno attive ed assorbono con difficoltà l'azoto (N). In questo caso per riequilibrare la pianta sarà necessario effettuare una potatura energica che orienti l'olivo verso una migliore utilizzazione del fattore N. b) La parte sotterranea (N) é stata trascurata (mancanza di concimazioni minerali). In tal caso sarà necessario fornire un'adeguata concimazione azotata e contemporaneamente eseguire una potatura energica che agendo come taglio di rigenerazione consente un aumento dell'assimilazione dei nutrienti azotati. Oltre ai tagli da effettuare in base a quanto sopraesposto si possono considerare necessari tagli che soddisfino le seguenti necessità: - asportazione dei succhioni che competono con la vegetazione produttiva sia in termini nutrizionali che di spazio, mantenendo però quelli che dovranno essere utilizzati per la sostituzione delle branche esaurite o malridotte; - accorciamento delle branche che "sfuggono" dalla forma voluta per la pianta; - recisione dei rami esauriti, secchi o gravemente attaccati da agenti patogeni; - eliminazione dei polloni basali; - alleggerimento delle cime troppo cariche, eliminando quei rami che prendono il sopravvento sulla cima propriamente detta, quando non sia invece opportuno rinnovare la vecchia cima con una nuova cacciata di buona vigoria. - per olivi vecchi e squilibrati tagli di ringiovanimento avendo cura di abbassare l'altezza della pianta. |
| Rigenerazione dell'oliveto |
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Quando un oliveto subisce ingenti danni dovuti ad agenti atmosferici quali le gelate oppure manifesta evidenti segni di senescenza non recuperabili con le normali operazioni di potatura e non si intende procedere a nuovi impianti pur volendo mantenere la coltura, si possono effettuare interventi straordinari di varia natura per rigenerare completamente la chioma od addirittura l'intera pianta. Capitozzatura Si opera in questo caso un taglio delle branche primarie, da effettuarsi preferibilmente in più anni sino al rinnovo totale della vegetazione, la scalarità dell'intervento consente di mantenere parte delle sostanze di riserva presenti nella pianta riducendo così lo squilibrio che si viene a creare. Al taglio si lasceranno sviluppare liberamente i ricacci per i primi 2 - 3 anni per poi scegliere nel tempo quelli che formeranno le nuove branche. Questa pratica viene utilizzata in alcuni oliveti come pratica normale turnando i tagli ed evitando così gli interventi più onerosi in termini di manodopera connessi alla potatura di produzione. Stroncatura Si tratta dell'asportazione completa della parte aerea della pianta tramite taglio subito al di sopra del colletto, il taglio é opportuno che sia effettuato in modo tale da non favorire ristagni idrici e successivi marciumi. Dalla ceppaia si sviluppano numerosi ricacci che non dovranno essere toccati per almeno un paio di anni; in questo modo si andrà riequilibrando il rapporto tra apparato radicale e parte aerea sconvolto con il taglio. Al terzo anno verranno selezionati una dozzina di ricacci disposti quanto più regolarmente possibile intorno alla corona della vecchia ceppaia, l'anno seguente si eliminerà ancora qualche ricaccio tra i più interni per favorire l'illuminazione della parte interna della chioma. Con gli anni si formerà quindi una pianta simile al vaso cespugliato con un numero di branche vario da 3 a 6-8 in funzione dello sviluppo della pianta. Anche questa pratica come la precedente viene impiegata come normale pratica colturale suddividendo l'oliveto in appezzamenti e turnandovi il taglio. |
| Bibliografia: www.arsia.toscana.it |
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