di MASCELLONI Franco - Montenero d' Orcia - GROSSETO - ITALIA
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PER UN APPROFONDIMENTO:
LA POTATURA DELL' OLIVO
L' IMPIANTO DELL' ULIVETO 
L'INNESTO DELL' OLIVO

 L' IMPIANTO DELL' ULIVETO

Questa pagina tecnica vuole illustrare come si realizza un nuovo uliveto e quanto sia importante la sistemazione del terreno quando si decide realizzare un nuovo impianto. Infatti è fondamentale per la buona formazione delle piante che il terreno sia privo di umidità ristagnante e totalmente asfittico.

Vista di impianto in declivio di 4 anni di età (cultivar olivastra seggianese) dell' Azienda Agricola Marinelli
OPERE DI SCASSO

Il terreno deve essere scassato con un cingolato ripuntatore che rompe lo strato duro e compatto al fine di rendere lo stesso idoneo ad una corretta circolazione dell' acqua e dell' aria. Il periodo dell' anno migliore è maggio - luglio.

Lo scasso deve essere sviluppato su tutta la superficie del terreno sino ad una profondità minima di 1 metro. Nel contempo il terreno dovrà essere livellato uniformemente al fine di rendere un piano facilmente lavorabile per la normale conduzione colturale.

E' di fondamentale importanza la realizzazione di fognoni in pietrame e/o drenaggi con tubazioni idonee per l' allontanamento delle acque la cui stagnazione sarebbe letale per le radici dell' ulivo.

Contemporaneamente ai lavori di scasso è bene porre in atto una abbondante concimazione primaria da incorporare nel terreno smosso. Nelle recenti opere di scasso l' Azienda Marinelli ha utilizzato letame bovino in ragione di 600/700 quintali ad ettaro unitamente ad ammendanti di sintesi (fosforo e solfato potassico).

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IL SESTO D' IMPIANTO

L' impianto può essere realizzato a quadrato, rettangolare, a quinconce che è considerato il migliore per l' utilizzo della superficie. Tuttavia la scelta del sesto deve basarsi su diversi fattori come la pendenza del terreno, la qualità della pianta, l' esposizione. E' oramai abbandonato l' allevamento in ordine sparso che rimane, comunque, frequente in Toscana dove esistono piante secolari.

La nostra azienda utilizza sesti di impianto variabili tra il 6x6 al 6x8 che consente di coltivare circa 270-320 piante per ettaro.

Nei successivi mesi di settembre - ottobre si procede al tracciamento prescelto mediante l' apposizione di canne segnaposto dove nel periodo di novembre - dicembre si procederà alla messa a dimora delle piante di olivo facendo attenzione a ricoprire la buca con terra facendo in modo che il colletto della pianta sia alla stessa quota del terreno circostrante. La terra attorno alla pianta sarà moderatamente compressa.

E' buona norma, specialmente nelle zone ventose, porre in opera un idoneo e robusto tutore (palo di castagno) che sarà posizionato in direzione nord a cui verrà ancorata la pianta giovane con filo gommato non eccessivamente stretto.

Le piante che vengono messe a dimora sono in massima parte autosterili per cui è buona norma inserire varietà che assicurino una fecondazione corretta (es. var. Pendolino). 

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LA FORMAZIONE DELL' IMPALCATO

La formazione dell' impalcatura è molto importante in quanto tagli scorretti potrebbero pregiudicare la corretta crescita della pianta.

Interventi entro sei mesi:

Capitozzatura delle piante (a circa 60- 70 cm dal terreno) ed eliminazione dei rami superflui lasciandone 3 o 4.

Interventi al primo anno:

Pulizia del fusto di gemme e rami laterali con diradamento dei nuovi getti che hanno origine dalle 3 (o 4) branche principali.

Interventi al secondo anno:

E' il momento di effettuare la potatura detta di "formazione" lavorando sulle branche principali ove si crea la forma della chioma (generalmente una figura geometrica tronco conica).

L' attuale conduzione di un impianto olivicolo, tenuto conto delle moderne tecniche di potatura, consente una discreta raccolta di olive addirittura dal quarto anno dalla messa in opera delle piante.

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LA CONCIMAZIONE

Annualmente, nel periodo di marzo - aprile, l' oliveto necessita di una idonea concimazione che fornisce alle piante gli apporti di azoto, fosforo e potassio (ma anche di altri elementi in minore quantità come il boro) necessari per lo sviluppo legnoso e fogliare. Laddove si dispone di letame maturo si deposita il concime alla base della pianta. Tuttavia, in alternativa, si provvede con concimi sintetici 20-10-10 che assolvono egregiamente alla concimazione. E' buona norma, subito dopo, arare il terreno per una leggera profondità di circa 20 cm.

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