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Un paesaggio modellato dall' uomo

Bisognerebbe ancor oggi percorrere a piedi la campagna per cogliere gli aspetti più minuti, eppur significativi, di questo paesaggio tanto celebrato da artisti di ogni provenienza e che rivela ancor oggi al visitatore una meravigliosa simbiosi tra attività umane e ambiente naturale. Molte componenti di questo paesaggio sono consolidate da secoli, come dimostrano infinite rappresentazioni della pittura senese.
L' ambiente collinare che caratterizza la maggior parte di questa regione, con le sue ondulazioni acclivi, i naturali corridoi delle sue valli, i suoi terreni fertili e aperti alle influenze di un clima mitigato dalla vicinanza del mare, era predestinato a essere dominato dagli uomini. Ma ci sono voluti secoli di un lavoro duro, paziente e continuo per trasformare questo ambiente nello straordinario paesaggio agrario che si può oggi ammirare.

A dare questa impressione di naturale armonia che ha colpito tanti artisti, letterati, viaggiatori, sono la disposizione e l' andamento delle coltivazioni, le dimore rurali eleganti nella loro funzionalità, i centri ricchi di monumenti, sovente posti nei luoghi più elevati a sfuggire "le auree maligne" della pianura, i castelli e le rocche posti a presidio delle strade più importanti, le pievi sparse nella campagna a costituire i gangli di un' antica organizzazione del territorio. La cura meticolosa delle sistemazioni agrarie, la rete fittissima e funzionale delle strade rurali, la forma stessa del rilievo, addolcito e reso spesso "a scala umana" con grandiose opere di terrazzamento, testimoniano la fatica e il geniale lavoro di generazioni.


Fattore di uniformità, che ha impresso ovunque le tracce della sua esistenza, è stata la diffusione della mezzadria, sistema di conduzione e strumento principale di una politica agraria imperniata sulla fattoria e sul podere, dove l' alternanza delle coltivazioni promiscue ha grandemente contribuito a rendere vario e vivace il paesaggio.

 

Nelle zone più vicine ai centri urbani, il paesaggio appare letteralmente plasmato dall' uomo secondo i modi di una tecnica agraria che risale al Medioevo, è stata poi perfezionata nel Rinascimento e, infine, resa più incisiva e razionale nel XIX secolo. In certe zone, dove le condizioni dell' ambiente naturale, per asprezza di versanti o composizione dei suoli, sono più difficili, i paesaggi appaiono meno curati nei particolari, ma non meno ricchi di testimonianze storiche.
In Val d' Orcia i profili più energici delle forme del rilievo conferiscono all' insieme un aspetto più fiero, con la predominanza dei borghi e delle fortezze a difesa dei paesaggi più frequentati.

Le colline plioceniche (risalenti cioè al quarto periodo geologico del Terziario) danno a loro volta due tipi di paesaggio, a seconda che la composizione dei suoli sia sabbiosa o argillosa: le sabbie, i ciottoli, le ghiaie, scarsamente cementati, costituiscono rilievi collinari dalle forme più decise, poiché la loro permeabilità permette di resistere maggiormente all' erosione rispetto alle colline argillose del Senese che presentano linee più flessuose dei declivi e poggi arrotondati. Ne deriva una varietà di condizioni ambientali, che ha suggerito agli uomini risposte diverse, ma tutte inscritte in una organica e inconfondibile unità regionale.
 

Nello spettacolare scenario della Valle dell' Orcia si possono ammirare autentici capolavori dell' arte contadina e della sua cultura. Oliveti e vigneti si fondono con i campi coltivati a cereali o foraggio, tanto necessario alle numerose stalle, tutte a gestione familiare. Spesso si inseriscono nell' ambiente suggestive coltivazioni di girasoli che si contrappongono alle molteplici sfumature della macchia.