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LA GEOLOGIA

A sud dei colli senesi l' orizzonte è colmato dalla mole dell' Amiata, la "Montagna" per eccellenza, un antichissimo vulcano spento da decine di millenni, il primo di quella "ghirlanda di fuoco" che orlava il versante tirrenico della Penisola fino al Vesuvio. Ma l' Amiata è anche una presenza eccezionale in un quadro geologico dove predominano le distese ondulate delle colline plioceniche. La visita della carta geologica del territorio amiatino, che andremo a fare, deve essere visto nel contesto più ampio della regione Toscana.

LA GEOLOGIA E IL RILIEVO

La Toscana, nel suo aspetto attuale, fu modellata nell' ultimo periodo dell' Era terziaria, quando emersero le pieghe del sistema appenninico e le formazioni vulcaniche culminanti con l' Amiata. In tempi geologici successivi, l' erosione marina e quella fluviale apportarono ulteriori modificazioni, formando le valli e imprimendo un temporaneo assetto alla rete idrografica. Una parte del territorio toscano era già emerso ancor prima dell' Era terziaria: si trattava di blocchi isolati in mezzo al mare che, all' inizio del Pliocene, copriva quasi interamente la regione, giungendo a lambire il fianco del Monte Albano, la catena dei monti del Chianti fino alle pendici dei rilievi che racchiudono la Val di Chiana. Verso la fine del Pliocene, il sollevamento fu completato, ma rimasero molti laghi entro grandi conche allungate secondo l' asse della catena appenninica. E' quindi possibile riscontrare qua e là rocce più antiche rispetto ai terreni di origine terziaria e quaternaria: talvolta si tratta di piccoli affioramenti come quelli risalenti al Paleozoico (periodi carbonifero e permiano). Se si escludono le alluvioni quaternarie che compongono i fondovalle dei corsi d' acqua, la grande maggioranza dei terreni appartiene al Pliocene: conglomerati, sabbie e argille, che costituiscono i terreni della Val d' Elsa e Val di Pesa, l' area intorno a Siena e, a sud, parte del bacino dell' Ombrone. Assai diffusi anche i terreni eocenici, continuazione delle analoghe formazioni dell' Appennino. Meno diffusi i terreni del Miocene (serie gessoso-lignitifera) presenti nella Val d' Orcia; gli espandimenti di rocce eruttive sono tipici dell' Amiata.
 

LE UNITA' MORFOLOGICHE

Le vicende geologiche servono da orientamento per meglio capire la morfologia, alquanto complessa, di questo territorio che appare distinta da quella appenninica posta a nord del corso dell' Arno.
Nella regione sorgentifera dell' Ombrone affiorano argille sabbiose e ciottoli pliocenici. il cono vulcanico dell' Amiata formato da rocce trachitiche, assai permeabili, che alimentano numerose sorgenti, circondate da formazioni di ceneri e tufi poggianti su stratificazioni eoceniche: Da ricordare i giacimenti di mercurio, che erano noti già in epoca etrusca e il cui sfruttamento contribuì poi al denso popolamento di questa zona piuttosto appartata. A sud - ovest dell' Amiata sorge la cima caratteristica del Monte Labbro, sui cui versanti, suggestivi paesaggi quasi alpestri, si aprono miniere di cinabro (o solfuro di mercurio). Di qui inizia, con andamento perpendicolare all' ormai vicina costa maremmana, la catena che divide i bacini dell' Albegna e dell' Ombrone.
Di quest' ultimo fiume rientra nella nostra regione tutto il bacino superiore che, colle valli incise dai torrenti Merse, Arbia e Orcia, occupa gran parte del Senese meridionale.

LA VAL D' ORCIA

La terra della Val d' Orcia è terra prevalentemente argillosa, impermeabile, adatta alla coltivazione del grano, dell' olivo e dei vigneti dove predominano; presenti in alcune aree il galestro tipicamente scaglioso ed azzurro. I poderi sono molto estesi, ma è praticato largamente anche l' allevamento del bestiame (ovini e bovini).
Il paesaggio dominato dalle dimore rurali, ampie e squadrate, disseminate sulle alture, muta splendidamente nei colori con il variare delle stagioni. Il terreno screpolato e rugoso nella calura estiva, diventa fangoso e appiccicoso d' inverno, verdeggiante di pascoli dopo le piogge primaverili.
Le piogge sono concentrate in autunno e primavera e spesso l' estate soffre di lunghi periodi siccitosi.