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Architettura dei poderi in Valdorcia
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COME ERA UNA VOLTA

Un tempo la fattoria era ben diversa da oggi: era quasi sempre composta di un fabbricato a due piani la cui stanza principale era lo "scrittojo" ove il fattore conservava i libri per registrarvi tutti i dati della gestione poderale e dove riceveva i coloni almeno una volta alla settimana.

Oltre ai servizi (cucina e camere), non mancavano stalle per i cavalli e le mucche, il forno, la stanza per il bucato, il pollaio, il granaio, stanze destinate alla conservazione dei prodotti, il frantoio, la tinaia, la cantina, alcuni locali per l' attrezzatura manuale. Di solito, però, non era presente nessuna complessa attrezzatura agraria che potesse esser messa a disposizione dei poderi da essa dipendenti, i quali erano a loro volta incentrati sulle case rurali, disseminate nel territorio e variamente inserite nella trama dei campi e dei filari.

Nella loro varietà di tipi dipendono tutte dalla disponibilità di materiali reperibili sul luogo e poi dalle tradizioni locali, dal clima, dalle forme di proprietà e dai tipi delle colture. In ogni caso esse si inseriscono sempre nel paesaggio senza contrasti, per un istintivo senso della natura che ha ispirato la loro costruzione.

Le case rurali sono inoltre estremamente funzionali: è difficile trovare nella loro struttura qualcosa di superfluo, a parte  le decorazioni ornamentali che risalgono alla tradizione o alla devozione popolari.

UNO SPLENDIDO ESEMPIO DI ARCHITETTURA RURALE IN VALDORCIA
GLI AMBIENTI

La casa rurale toscana, nata non già da un idea di artisti ma da un particolare clima culturale, si può suddividere in due forme principali, avendo come criterio di base la reciproca posizione dell' abitazione e del rustico, cioè della parte destinata alle operazioni agricole. Gli ambienti fondamentali sono due: la cucina, che è il centro dell' abitazione, e la stalla

La cucina, in particolare, era molto importante, era "la casa" nel linguaggio comune. Era sempre dotata di un grande camino unica fonte di riscaldamento e solo per questa stanza. Li si mangiava, si lavorava, si cullavano i bambini, ci si riuniva tutti e ci si riposava. Non pareva vero arrivarci quando si veniva dal campo con le mani intrizzite dal freddo o le giacche inzuppate di pioggia. Nelle stanze da letto, non riscaldate, molto semplici e modestamente attrezzate, si dormiva solamente. 

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TIPOLOGIA DI CASE RURALI

I tipi di case rurali nella Val d' Orcia (ma si può anche dire in tutto il senese ed il grossetano) sono molto vari; sono sempre la cucina e la stalla, nelle loro diverse posizioni, a determinare le diverse strutture e tipologie. Di solito i due elementi principali, abitazione e rustico, sono contigui, giustapposti, oppure uno sopra all' altro. 

Questo secondo tipo, vivacizzato da una scala esterna, spesso da loggiati e torre colombaria, domina largamente la zona; in Val d' Orcia, ma è tipico anche nel Chianti e nelle Colline volterrane, è diffuso anche un tipo di dimora a scala interna. 

Quasi sempre l' impianto degli edifici è assai semplice: attorno a un volume di base si appoggiano una serie di volumi minori, frutto di un' architettura che tende soprattutto a finalità pratiche.

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L' ARREDAMENTO

L' arredamento delle case era ridotto all' essenziale: soprattutto in cucina, vicino al focolare, si collocavano più numerosi gli oggetti d' uso comune: pentole e tegami, spesso di coccio, paioli, mestoli, macinini, "mezzine" per l' acqua. Un tavolo, sedie impagliate e sgabelli di legno, la madia e, talvolta, un arcolaio o un telaio in legno per la tessitura completavano il mobilio.

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IL PODERE OGGI

Oggi questo modo di vita, di cui la casa colonica era una delle espressioni principali, è rapidamente sostituito da altri, nati dai nuovi rapporti città - campagna e dall' avanzare della "campagna urbanizzata". 

Un gran numero di case coloniche, sparse nella campagna, sono destinate a usi diversi da quelli per i quali furono costruite, oppure sono disabitate. Molte svolgono funzioni residenziali per fine -  settimana o per la villeggiatura; altre ancora sono trasformate in villette o ristoranti tipici o strutture ricettive.

Restano, pur tuttavia, poderi dove l' attività svolta è quella agricola supportata oramai da moderne attrezzature per la lavorazione della terra.