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| altezza |
20 m spesso arbustivo |
| chioma |
globosa, densa |
| tronco |
eretto e robusto,
diviso o ramoso fin dalla base; ramuli pubescenti;
corteccia:bruno nerastra o nera, quasi liscia, poi divisa in
piccole squame angolose |
| fogliame |
sempreverde |
| foglie |
semplici, cuoiose,
ovali-ellittiche, di 3-7 cm, acute; sopra lucide e sotto
grigio-tomentose; margine liscio o repando; picciolo pubescente
di 1-2 cm; inserzione: alterna |
| fiori |
infiorescenze
unisessuali |
| frutti |
ghiande di 2-3 cm,
ovoidali, avvolte a 1/2 o 1/3 dalla cupola, che ha squame brevi,
chiare |
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| Il leccio
è diffuso e abbondante nelle regioni del Mediterraneo; lo
incontriamo nel piano della macchia sempreverde e, dove le
condizioni climatiche lo consentono, anche nel piano superiore
caratterizzato dal castagno, fino a 700-1000 m di altitudine.
Il leccio si dimostra specie
adattabile nei confronti del terreno, su cui esercita un' azione
miglioratrice. Tollera condizioni di aridità molto spinte, ed
è poco esigente nei confronti di luce e temperatura. Ha
accrescimento lento ed è molto longevo, raggiungendo anche
mille anni di età.
Questa quercia è frequentemente
usata come pianta ornamentale molto decorativa, perchè sopporta
molto bene la potatura in forme obbligate e si presta anche per
alberatura stradale.
Il legno, di colore rosso scuro,
molto duro e pesante, è difficile da stagionare e da lavorare;
è buon combustibile e produce carbone molto pregiato a elevato
potere calorifico; le ghiande, abbondanti e di buona qualità,
sono utilizzate come mangime per i suini. |
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