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| altezza |
20-30 m |
| chioma |
colonnare, più o meno
allargata |
| tronco |
eretto, ramoso fin
dalla base, solcato; corteccia: bruno grigiastra, liscia,
sottile |
| fogliame |
sempreverde |
| foglie |
squamiformi, ottuse,
embriciate (disposte come le tegole); inserzione: a due a
due opposte sul ramulo |
| fiori |
infiorescenze
unisessuali; fioritura: febbraio-maggio |
| frutti |
galbuli legnosi, più
o meno sferici, di 3 cm di diametro; maturano al secondo anno |
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| Il nome
del genere deriva probabilmente da Cyprus, nome latino
dell' isola di Cipro, ove la pianta era nota da tempi remoti.
Vegeta in zone a clima caldo, con estati siccitose, soffrendo
per geli prolungati. Si adatta a substrati diversi, anche a
quelli poco profondi o compatti, che sfrutta per l' apparato
radicale piuttosto superficiale. In altitudine si spinge fino a
700 m, prestandosi al rimboschimento di terreni
aridi.Attualmente il cipresso è minacciato in Europa da un
fungo parassita, il deuteromicete Coryneum cardinale, che
è stato rilevato per l' Italia in Toscana all' inizio degli
anni Cinquanta e da allora si è largamente diffuso. Il fungo è
stato forse portato dall' America durante la seconda guerra
mondiale, tramite le cassette di legno che contenevano le
munizioni.
Se ne usa il legno, che è di
ottima qualità, colr giallo chiaro, odoroso, durevole. Si
impiega per serramenti e mobili. Dai ramuli si estrae l' essenza
detta "olio di cipresso", che ha applicazioni in
medicina per curare la tosse. |
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