CINGHIALE

Questo tipico abitatore della macchia mediterranea e delle foreste costiere, è forse il più fiero e combattivo esponente della fauna selvatica italiana. Lungo fino a 1,50 mt., pesante anche oltre i 300 chili, munito di poderosi canini, il cinghiale che specialmente in maremma ha il suo più vasto areale di diffusione, è stato, fin dall' antichità, la preda preferita dai cacciatori.

Le ceramiche greche, gli affreschi etruschi, un bassorilievo sull' Arco di Costantino, miniature medievali sono dedicate a scene di caccia a questo animale.

Malgrado la sua elevata prolificità (mette al mondo  fino a 16 piccoli per volta), il suo adattarsi a tutti gli ambienti, l' ampio spettro di alimentazione (tuberi, ghiande, rane, uova, serpi, lumache, bacche), il cinghiale è scomparso da molte zone ove un tempo era abbondante. L' epoca degli amori cade nel tardo autunno o, secondo la tradizione, a S. Andrea, il 30 novembre. Dopo l' accoppiamento, la coppia non si separa subito ma resta unita fin verso l' Epifania. I piccoli nascono già con gli occhi aperti e in grado di reggersi sulle zampe. dopo due settimane escono in fila indiana, con la tipica livrea a righe orizzontali gialle e nere, seguendo la madre per i viottoli del bosco. Gli adulti passano la giornata sdraiati nel folto bosco o in pozze di fango ove amano rotolarsi. All' imbrunire, o secondo altri a notte inoltrata, escono dalle radure ove, con un paziente e costante lavoro di grifo, scavano larve e bulbi dal suolo, producendo i tipici solchi, segno inconfondibile della loro presenza.

Frequenza di avvistamento: NON FACILE

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